Gli Alunni del Colosimo il giorno 27/04/2012
hanno visitato
IL MUSEO TATTILE DI SARNO
Sito archeologico di Foce Sarno
Periodo: 17/07/2009 - 17/07/2009

Il sito archeologico di Foce viene rappresentato dal teatro ellenistico-romano, rinvenuto negli anni
sessanta a seguito di uno scavo per la costruzione di una industria STAR.
L'area fa parte molto probabilmente di un santuario votivo dedicato alla Dea dell'abbondanza , per il
rinvenimento di numerosi reperti provenienti da una stipe votiva da cui provengono effigi di madri ed
altre statuette che denotano una cultura legata alla mitologia greca e poi romana in funzione della
proliferazione delle messi e della protezione delle donne partorienti. Attualmente del teatro è visibile la
cavea, la scena, i due ingressi (parados) e la proedria con blocchi di tufo che costituiscono la prima fila
riservata alle autorità o sacerdoti, con lo schienale e con sostegni laterali che rappresentano una figura
alata.
Ulteriori scavi nella zona potranno avvalorare l'ipotesi di un'area votiva in vicinanza anche di resti di ville
romane ed altri ambienti della stessa epoca rinvenuti durante lo scavo di una vasca di irrigimentazione
delle acque durante i lavori di sicurezza del territorio dopo la frana del 5 maggio 98).
Della città di Sarno, ricchissima di giacimenti culturali ed ambientali risulta un primo insediamento nel
Terzo Millennio a.C. rinvenuto nella zona del teatro di Foce, dove la vita veniva evidentemente resa più
facile dalla vicinanza del fiume e dalla fertilità che lo stesso conferiva, con le sue acque, al terreno
circostante. La vita continua quindi nell'età del ferro, nella fase ellenistica, romana e quindi medioevale ,
con un borgo ancora visibile, sviluppatosi alle pendici del castello medioevale, famoso per la Congiura
dei baroni (1485-1494).
Il Museo archeologico della valle del Sarno è da diversi anni in via di restauro e di allestimento nell'ex
palazzo Ungano situato alla via Cavour, in pieno centro storico. Esso una volta completato comprenderà
i reperti archeologici di Sarno, S. Valentino e S. Marzano lungo il cui asse sono state rinvenute circa 500
tombe con innumerevole materiale di corredo in bronzo, ferro e ceramica , quasi tutto in buono stato di
conservazione.
Di notevole interesse per i visitatori potranno essere le tombe dipinte rinvenute in località Muro Rotto a
Foce (Garitta del capitano) , la prima nel 1976 con lastre di tufo che rappresentano una donna intenta
al lavoro della filatura e in attesa forse del guerriero. I colori sono molti e ancora molto vivaci tra il
celeste, il blu , il giallino e il rosso bruno di un melograno .
La seconda tomba, scavata recentemente , anch'essa a cassa e realizzata in tufo, intonacata e dipinta
con scene figurate policrome che rappresentano esempi pregevoli di una produzione diffusa dell'Ager
Campanus tra cui Cuma, Capua, Nola e la stessa Paestum , dove durante il IV sec. a.C. si comincia ad
assistere all'uso di dipingere le tombe, molto probabilmente testimonianze di una scuola artigianale
della vicina Nola, come quella del cavaliere rinvenuta in via del Seminario. Comunque, l'ultimo
ritrovamento nella zona di Garitta del Capitano presenta degli elementi nuovi e singolari , come il
cavaliere canuto che fa ritorno a casa, un secondo guerriero, la donna sul carro e le ancelle che
accolgono il guerriero con un'anfora di libagioni, il tutto è oggetto ancora di studio da parte della
Soprintendenza che, intanto, ne preserva l'integrità presso il costituendo Museo, dove le lastre dipinte
stanno per essere restaurate.


